PRESENTAZIONE CANTU DE LUNEDI

Presentazione del mio nuovo lavoro discografico intitolato “Cantu de Lunedì” Sabato 07 Agosto alle ore 19:00 presso il chiostro cinquecentesco, all’interno dell’ Ex Convitto Palmieri a Lecce.

MARINARU

Ecco “Marinaru” il nuovo singolo dello storico gruppo musicale salentino Officina Zoè, il testo é firmato da me.

Una nuova canzone per la formazione composta da Lamberto Probo, Cinzia Marzo, Donatello Pisanello, Giorgio Doveri, Luigi Panico, Silvia Gallone e Laura De Ronzo.

Reti, rime e remi per questo “Marinaru”, il navigante navigato che naviga a vista, tra un mal di mare, un mal d’amore e i colpi di sole del meriggio.
Una canzone “No Stress” come la definisce Cinzia Marzo.

CANTU DE LUNEDÌ

Se non vengono sciolti prima, i nodi tornano tutti al pettine, cerco di seguire dunque solo i miei fililogici

Cantu de Lunedì è un filo di voce bagnato tra le labbra per attraversare la cruna di un ago. Viene annodato tra le dita per non perdersi in un banale pagliaio della vita. Questo filo del discorso, scioglie come un filo d’olio, ogni nodo in gola, recuperando il bandolo di una matassa aggrovigliata nel tempo.                         

Un gioco di parole, un passa parola, un passato di parole che pende sempre meno dalle nostre labbra. Una sfida da giocare sul filo di lana, tra le dita di più mani, riscoprendo vecchie forme, evitando  nuovi intrecci.   

Questo filo di voce, che parte dai primi suoni trasformati in parole, fino a srotolarsi come questa nostra lingua di terra in un mare ricco di significati, ha la figura della madre come spola per questa nuova trama. Madre terra, madre coraggio, madre di tutte le battaglie, come nell’inganno ordito ai danni di Otranto. 

Nuova recensione su Blogfoolk dell’album “Cantu de Lunedì “

LA REGINA DE LU REALE

Nel Salento un filo di vento, può trasformarsi in un vortice di passione.

OTRÀNTU

La scimitarra ottomana ha un solo filo di taglio ed è lo stesso filo che lega il sangue degli 800 Martiri con il sangue versato dal loro carnefice Berlabei, convertito al cristianesimo e impalato. Un quesito si pone: l’anima del boia dove si trova attualmente in paradiso o all’inferno?

FONTE DE VITA

Il sole a pelo d’acqua vibra sul mare come un sonaglio di ottone battuto a mano e le note dolci recidono, al calar della sera, il cordone ombelicale con la nostra amata terra, non prima di aver proiettato sulla Torre dell’Alto luci e ombre. Come un filato, quest’ultimo filo di luce, in una torsione naturale, prima di scomparire nell’orizzonte labile di un fugace tramonto, crea un filo di speranza che lega, a doppio nodo, la storia di Renata Fonte alle sue passioni, ai suoi affetti più cari.

Ecco che “un filo di setola” simboleggia la passione di Renata per la pittura, “spiega le ali e insegna a volare” richiama la sua professione di insegnante. E così via, frase dopo frase. Questo brano è dedicato non solo a Renata ma anche alle figlie Sabrina e Viviana Matrangola, tre donne, tre madri, tre figlie di questa terra.

SMERALDU VERDE MARE

L’aria (musicale) c’è già, il tempo lo si trova sempre, le parole certamente non mancano per descrivere una ballata a Porto Badisco in riva al mare verde smeraldo, incastonato nella nuda terra ai piedi di Cristo.

FIJU DE L’AMORE

La Gassa d’amante è un nodo assai resistente. Tuttavia lo si può sciogliere con facilità, proprio come una storia d’amore, dove non tutto sempre fila liscio e qualcuno potrebbe decidere all’improvviso di tagliare presto la corda. Questo legame affettivo è stato intessuto tra Vignacastrisi e Ginosa, dove le foglie del tabacco, seccando, perdono la loro freschezza e i sogni sempre verdi sfumano. Ciò che non viene sparso al vento è l’amore tra una madre ed il proprio figlio.

TRAMA LA TELA

Il suono è tra le dita delle mani ed è fatto di fuselli intrecciati agli spilli dei tomboli. Una fitta ma leggera ragnatela, realizzata con sottili corde di chitarra in acciaio e nylon. Corde pizzicate per intrecciare i fili della memoria, tessendo in questo modo una nuova storia. Non è la storia del filod’Arianna, semmai di Penelope e sicuramente di migliaia di donne del Sud, costrette a vivere, per decenni, lontano dai propri cari, emigrati per lavoro e dignità. Sul tombolo i fili passano dietro agli spilli, con la stessa semplicità con cui i lunghi capelli vengono portati dalle ricamatrici lentamente dietro alle orecchie. Sensuali movimenti che catturano l’attenzione degli spasimanti e che ne“tentano il filo” senza che nessuno se li fili.

MESCIU PIPPI

Nel Tacco d’Italia, un filo di spago tiene uniti i punti mancanti tra il sapere e il disconoscere.  E’ la storia di un ciabattino che inchioda i tacchi tenendo stretta la scarpa sul proprio petto.   La bottega di Mesciu Pippi è una radio diffusa, senza filodiffusione, una radio libera e portatile, un canale d’ascolto e di apprendimento, per chi sa prestare orecchio.

MASSERIA DE SAN GENNARU

Masseria San Gennaro non è solo un casolare sulla strada che collega Nociglia a Supersano. Questo è il luogo dei ricordi, dei sapori, dei profumi autentici e dei legami affettivi. Per Anna è un filo diretto con la propria infanzia, il supporto sicuro su cui riavvolgere, all’occorrenza, il nastro della vita. In chiave musicale, la porta di questa masseria è la base per ogni buona ripartenza. Non un laccio dunque da cui liberarsi ma un filo su cui stendere profumati indumenti da lavoro e di vita quotidiana, che si tengono assieme gomito a gomito come note musicali, sorrette al centro da un rudimentale puntello in legno per non far cadere a terra l’intero pentagramma. L’architrave su cui poggia quest’opera musicale è realizzata esclusivamente con materiale locale, pietra cavata, sfaccettata e posata a mano; parola dopo parola, nota dopo nota, voce dopo voce. Queste sono dunque le frasi nascoste all’interno del brano, quelle suonate, non solo solo galline, suonati sono i polli, i pollastrelli, gli sgallettati che si pavoneggiano per primeggiare in questo pollaio, metafora della vita. Gonfiano il petto, sognano di volare ma sempre a terra devono razzolare.

LU NZIDDHU

I sonagli fissati in coppia da un sottile filo di ferro si legano come amori indissolubili nel cerchio in legno di Torrepaduli. È il tamburreddhu, suonato a San Rocco, lo strumento che scandisce il ritmo di questa terra. A Biagio Panico, custode e artigiano del suono.

CANTU DE LUNEDÌ 

Testi di Giovanni Epifani                                                                                                           

Musiche e arrangiamenti di Leone Marco Bartolo                                                              

 Interpretazione diAnna Sabato

Produzione L. Bartolo – G. Epifani – A. Sabato                                                                              

Registrato, mixato e masterizzato presso A.U.S. Studio di Giuggianello (LE) e Longi (Me)

Hanno partecipato:

Michele Bianco – fisarmonica (tracce 1 – 3 – 7)

Claudio Miggiano – chitarrino (tracce 3 – 4 – 7), armoniche (traccia 9)

Asia Macchia – violino (tracce 2 – 3 – 4 – 7)

Valentina Giannetta – arpa (traccia 5)

Zaira Giangreco – tambureddhu (tracce 1 – 4 – 6 – 7 – 8 – 9)

Carlo “Canaglia” De Pascali – tambureddhu (tracce 1 – 4 – 6 – 7 – 8 – 9)

Francesco Mancini – basso fretless (tracce 2 – 3 – 7)

Federico De Pascali – mandolino (tracce 1 – 5)

Anna Cinzia Villani – voce (traccia 6)

Cinzia Marzo – voce (traccia 8)

Andreina Capone – voce (tracce 3 – 7)

Claudia Giannotta – voce (tracce 3 – 7)

Giuseppe Semeraro – reading (traccia 3)

Julia Puretti – voce (tracce 5 – 9)

Giovanni Epifani – voce (traccia 8)

Leone Marco Bartolo –voce (tracce 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8 – 9 ), marranzano (traccia 6), chitarre (tracce 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 7 – 8 – 9 ), grancassa e triangolo (traccia 2), armoniche (traccia 9).

LE GIRAVOLTE – LUCIA MINUTELLO

Nel 2016 consegno nelle mani di Lucia Minutello un “gioiellino” dal titolo “Le Giravolte”.
Con il quale nello stesso anno, concorre al Premio Mia Martini, aggiudicandosi il premio come Miglior Interprete.

Lecce inizia a canticchiare il ritornello, riscoprendo nuovamente uno degli angoli nascosti all’interno del centro storico, il lato B della città che senza preconcetti e pregiudizi di sorta viene svelato ad un nuovo pubblico.
Le Giravolte sono un labirinto di parole, dove è facile ritrovare se stessi e perdersi tra le contraddizioni del tempo e della vita.
La storia raccontata è quella di Mara, la Mara di Lecce, personaggio controverso, icona indiscussa della città.

Mettendo a nudo l’ipocrisia, questo brano raccoglie i favori dei residenti del centro storico, i quali in seguito regaleranno simbolicamente a Lucia le chiavi del quartiere, un riconoscimento non di poco conto, che vale più di qualsiasi premio.

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NOTA IL MONDO

Inserito nella rassegna culturale “Alba dei Popoli” del Comune di Otranto.

“Nota il Mondo” inno scritto da Giovanni Epifani e composto da Leone Marco Bartolo, per il progetto di solidarietà ideato e prodotto da Salento Faber.

ANCORA UN POP – LEONE MARCO BARTOLO

Nel 2018 scrivo tre testi per il lavoro discografico “Ancora un pop” di Leone Marco Bartolo, intitolati: “La donna cancro”, “Don Chisciotte” e Super Circus.

Il testo Super Circus viene inserito nell’antologia “Cet Scuola Autori di Mogol 2019 con la prefazione del maestro Mogol. 

SALENTICIDIO – ALLA BUA

Nel 2016 scrivo per gli Alla Bua il testo del brano “Salenticidio”, che da il nome all’album.

Selezionato tra i finalisti del Premio Tenco nel 2016.

TAM – MASCARIMIRÌ

Nel 2014 scrivo per Claudio Cavallo Giagnotti, fondatore dei Mascarimirì, 6 testi per il suo nuovo lavoro discografico, intitolato “Tam”.

I titoli dei testi sono i seguenti: “Hippoppitu, Filastrocca Trance, Da San Rocco, A Riace, Ulia, Tarantella di Sannicandro” e la parte finale del brano “Lu Ballu”.

Tam viene selezionato tra i finalisti del premio Tenco.